Parliamo di Annozero di ieri sera. La discussione pubblica ha raggiunto l'usuale parossismo di noia: va da sé che la satira è sgradevole, va da sé che non è fatta per piacere o compiacere, che deve tirare fango ad alzo zero ecc. Le trasmissioni del conduttore sono così da anni, faziose e scontate, nulla di nuovo e d'altra parte la reazione della Rai con la sospensione del disegnatore è una misura ridicola a dir poco.
Più interessanti dal mio punto di vista due macroscopici errori di ortografia: un cartello mostrato dal conduttore che riportava "provincie", con la 'i', e una vignetta del disegnatore dove il povero precario dice: "ma così no sto sù", "sù" con l'accento. Ecco: sono qui i particolari rivelatori.
Solo una piccolissima annotazione di merito: come in Dario Fo anche la satira di Vauro si appella a una purezza cristiana perduta - quasi un tema francescano - e mette in scena un "povero-Cristo" precario. Anche in questo la sinistra italiana non riesce - proprio non gli riesce - a essere laica. Poi magari dicono che il paradigma religioso è nazional-popolare, ma penso proprio che sia purtroppo la spia di un atteggiamento intimamente religioso: moralista e dogmatico.
Friday, April 17, 2009
Thursday, May 29, 2008
Sunday, March 16, 2008
Il dollaro a 1,56. Ma perché misuriamo in dollari il valore del dollaro? Non dovremmo dire che il dollaro sta a 0,64 euro? Non è un'incongruenza dire che il dollaro crolla perché è passato da 1,45 a 1,56? Comunque siamo in buona compagnia: anche i francesi fanno lo stesso errore; i tedeschi invece, precisi come sono, si riferiscono comunque al valore dell'euro, anche se sempre in termini di dollari.
Quando c'era la lira il valore del dollaro era invece espresso in lire, come quello delle altre monete. Si diceva il dollara ha sfondato le 2000 lire! Oppure il dollaro debole a 1000! Che è successo? Perché questa inversione?
Probabilmente questo ci dice qualcosa: se pensiamo al dollaro come moneta di riferimento forse è perché l'euro - in tutta Europa - non è ancora percepito come la "nostra" moneta, ma ancora come qualcosa di estraneo, di astratto.
Quando c'era la lira il valore del dollaro era invece espresso in lire, come quello delle altre monete. Si diceva il dollara ha sfondato le 2000 lire! Oppure il dollaro debole a 1000! Che è successo? Perché questa inversione?
Probabilmente questo ci dice qualcosa: se pensiamo al dollaro come moneta di riferimento forse è perché l'euro - in tutta Europa - non è ancora percepito come la "nostra" moneta, ma ancora come qualcosa di estraneo, di astratto.
Wednesday, February 20, 2008
Per l'ennesima volta una traduzione sciatta in un telefilm. CSI New York, trama mediocre: all'interno di un laboratorio un poliziotto vede un animale mostruoso, un topo con una specie di orecchio sulla schiena. Il ricercatore gli spiega che è transgenico e che così fanno crescere un organo che poi trapianteranno completo su un paziente. Il poliziotto esprime un certo ribrezzo e il ricercatore gli risponde: "E' il nuovo mondo coraggioso". Probabilmente - anzi con certezza - si tratta di una citazione del titolo del romanzo di Aldous Huxley 'Brave New World', in cui i bambini sono fatti nascere artificialmente in certi bottiglioni di laboratorio, e il parallelo con le mostruosità del laboratorio genetico è trasparente. Il traduttore però non sembra saperlo, altrimenti avrebbe tradotto con "è il mondo nuovo" (riecheggiando il titolo italiano del libro); o avrebbe rinunciato perché l'eco di Huxley nella nostra cultura è molto più flebile; oppure avrebbe cercato di citare il titolo di un libro o film apocalittico più conosciuto da noi. Ma non ha colto nessuna eco, e ha dato la traduzione più piatta e incolore possibile, rendendo tra l'altro incomprensibile la battuta. Beh, non è tanto questo che sconforta: non si può aver letto tutto, quanto la distanza tra gli sceneggiatori di CSI, che una certa conoscenza la dimostrano, e la assoluta inadeguatezza di chi dovrebbe interpretarli alla periferia dell'impero (se ha ancora senso una simile espressione: magari basta alla periferia e stop). Buona notte.
Saturday, August 25, 2007
Thursday, February 06, 2003
E’ scomparso il Primo Febbraio
Sarà per la diffusione dei computer o perché l’italiano è finalmente diventato la lingua del popolo; sta di fatto che è scomparso il primo del mese, sostituito incongruamente da “l’1”. Sul Foglio di ieri (p.2) si legge “l’1 febbraio 2003”. Quello che è interessante è che nello stesso articolo, qualche riga dopo, si trova il “1° maggio” (con le manifestazioni annesse). Già: il 1° maggio è il rito del Primo Maggio, non un 1 febbraio qualsiasi.
Sarà per la diffusione dei computer o perché l’italiano è finalmente diventato la lingua del popolo; sta di fatto che è scomparso il primo del mese, sostituito incongruamente da “l’1”. Sul Foglio di ieri (p.2) si legge “l’1 febbraio 2003”. Quello che è interessante è che nello stesso articolo, qualche riga dopo, si trova il “1° maggio” (con le manifestazioni annesse). Già: il 1° maggio è il rito del Primo Maggio, non un 1 febbraio qualsiasi.
Monday, February 03, 2003
Kosztka Csontváry
E' un pittore ungherese. Assistendo a una sua mostra Picasso commentò: "Credevo che in questo secolo di grandi pittori ci fossi solo io" Vale la pena di vedere questo, e questo. Oppure tutti insieme i suoi quadri e un commento presso la Galleria Nazionale ungherese. In genere i siti su Budapest e i suoi musei sono eccellenti.
E' un pittore ungherese. Assistendo a una sua mostra Picasso commentò: "Credevo che in questo secolo di grandi pittori ci fossi solo io" Vale la pena di vedere questo, e questo. Oppure tutti insieme i suoi quadri e un commento presso la Galleria Nazionale ungherese. In genere i siti su Budapest e i suoi musei sono eccellenti.
Resistere, resistere, resistere
Oggi solo spigolature. Vorrei segnalare - dai giornali che riesco a leggere - l’articolo sul Corriere di Francesco Giavazzi a proposito del commissariamento del CNR. Signora Moratti, io non l’ho mai amata particolarmente ma questa volta ascolti il consiglio: resista.
New blog in the block
Devo ringraziare Antonio Dini per avermi aiutato a capire (cioè me l’ha proprio spiegato) come si fanno varie cose: grassetti, corsivi, link di vario genere.
Oggi solo spigolature. Vorrei segnalare - dai giornali che riesco a leggere - l’articolo sul Corriere di Francesco Giavazzi a proposito del commissariamento del CNR. Signora Moratti, io non l’ho mai amata particolarmente ma questa volta ascolti il consiglio: resista.
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Devo ringraziare Antonio Dini per avermi aiutato a capire (cioè me l’ha proprio spiegato) come si fanno varie cose: grassetti, corsivi, link di vario genere.
Sunday, February 02, 2003
Paradisi fiscali
Chissà perché in Italia si parla di “paradisi” fiscali per indicare quelli che in inglese sono “tax haven” (porti sicuri, rifugi)? Da un lato deve esserci una svista - “haven” deve essere stato scambiato per “heaven”, paradiso; immagino però che il bisticcio sia stato aiutato dal fatto che per noi italiani un posto dove non si paga un inferno di tasse deve proprio essere un ‘paradiso’...
Copycat
Già per la seconda volta la rubrica Redazionalmente corretto del Foglio compilata da Christian Rocca (a proposito, molto gustosa: complimenti da un lettore di Repubblica dal primo numero) associa il termine copycat a serial killer. E’ vero che c’è stato un film (Copycat) in cui un killer si ispirava a omicidi famosi, che appunto copiava; ed è anche vero che Vittorio Zucconi(Zuccopycat), in un articolo sulla vicenda dello Sniper di Washington, ha tradotto il termine in modo stupidamente letterale (per fare lo spiritoso, come non sempre gli riesce). Ma copycat vuol dire solo copione. Si veda per una very quick reference l’ottimo (ottimo davvero) dizionario incorporato in Word 2001 (Mac Edition): cop·y·cat n Somebody, especially a child, who slavishly imitates another (informal)
Chissà perché in Italia si parla di “paradisi” fiscali per indicare quelli che in inglese sono “tax haven” (porti sicuri, rifugi)? Da un lato deve esserci una svista - “haven” deve essere stato scambiato per “heaven”, paradiso; immagino però che il bisticcio sia stato aiutato dal fatto che per noi italiani un posto dove non si paga un inferno di tasse deve proprio essere un ‘paradiso’...
Copycat
Già per la seconda volta la rubrica Redazionalmente corretto del Foglio compilata da Christian Rocca (a proposito, molto gustosa: complimenti da un lettore di Repubblica dal primo numero) associa il termine copycat a serial killer. E’ vero che c’è stato un film (Copycat) in cui un killer si ispirava a omicidi famosi, che appunto copiava; ed è anche vero che Vittorio Zucconi(Zuccopycat), in un articolo sulla vicenda dello Sniper di Washington, ha tradotto il termine in modo stupidamente letterale (per fare lo spiritoso, come non sempre gli riesce). Ma copycat vuol dire solo copione. Si veda per una very quick reference l’ottimo (ottimo davvero) dizionario incorporato in Word 2001 (Mac Edition): cop·y·cat n Somebody, especially a child, who slavishly imitates another (informal)
Democrazia compiuta?
Questa mattina alla rassegna stampa di Radio3 il direttore del Manifesto, Riccardo Barenghi, ha dichiarato che è da discutersi se gli Stati Uniti siano una "democrazia compiuta". A sostegno di questa stupefacente affermazione ricordava come - trenta anni fa - durante un viaggio in America, spingendosi fuori da città "europee" come San Francisco o New York avesse avuto "l'impressione che non vi fosse poi tanta partecipazione". Se su questo genere di provincialismo si fondano le opinioni del direttore di un importante quotidiano nazionale, fanno bene gli americani a disinteressarsi completamente del nostro paese.
Questa mattina alla rassegna stampa di Radio3 il direttore del Manifesto, Riccardo Barenghi, ha dichiarato che è da discutersi se gli Stati Uniti siano una "democrazia compiuta". A sostegno di questa stupefacente affermazione ricordava come - trenta anni fa - durante un viaggio in America, spingendosi fuori da città "europee" come San Francisco o New York avesse avuto "l'impressione che non vi fosse poi tanta partecipazione". Se su questo genere di provincialismo si fondano le opinioni del direttore di un importante quotidiano nazionale, fanno bene gli americani a disinteressarsi completamente del nostro paese.
Friday, January 10, 2003
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